05 Ago La Locanda di Asiago: dieci anni di cucina, ospitalità e identità sull’Altopiano. Parlano di noi!
Con immensa gratitudine e soddisfazione, vi condividiamo l’articolo di Valentina Ruzza pubblicato sul blog di Luciano Pignataro.
“Ci sono imprese che nascono da un business plan e altre che prendono forma da un’intuizione. Da un cartello intravisto al momento giusto, da una decisione presa con il cuore prima ancora che con la ragione. È questa la storia della Locanda di Asiago, dove la cucina incontra l’ospitalità in un progetto che, in poco più di dieci anni, è diventato uno dei riferimenti gastronomici dell’Altopiano. Nel pieno centro di Asiago, lungo Via Monte Val Bella, La Locanda è oggi molto più di un ristorante con hotel: è una casa per chi desidera vivere la montagna attraverso il gusto, l’accoglienza e il ritmo lento di un territorio che continua a conservare una forte identità. Tutto comincia il 18 marzo 2016. Pochi giorni prima, all’ingresso di quella che allora era la storica Locanda Cavour, compare un semplice cartello con la scritta “Affittasi”. Per molti rappresenta soltanto un locale da rilevare. Per Filippo Valente, dopo anni trascorsi come professionista nel mondo della ristorazione e dell’hôtellerie, diventa invece l’occasione di realizzare un sogno coltivato a lungo. Con il sostegno della famiglia e della compagna decide di intraprendere la strada dell’imprenditoria, dando vita a un progetto costruito con pazienza, sacrificio e una visione precisa: fare della qualità dell’accoglienza il tratto distintivo della propria casa. I primi anni sono dedicati alla crescita. Il ristorante entra subito in attività, mentre le camere vengono ristrutturate progressivamente, stagione dopo stagione. Oggi La Locanda ospita visitatori durante tutto l’anno, dimostrando come Asiago sia ormai una destinazione capace di vivere oltre la stagionalità, grazie alla natura, alle esperienze outdoor e a una proposta gastronomica sempre più evoluta. Ma è proprio la cucina ad aver compiuto il cambiamento più significativo. Negli anni il menu si è trasformato in un racconto contemporaneo dell’Altopiano. La tradizione rimane il punto di partenza, ma viene reinterpretata attraverso tecniche moderne, ricerca sugli ingredienti e un costante equilibrio tra memoria e innovazione…
